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“Cardiochirurgia in progresso” – Dicono di noi

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Valverde, domenica 14 luglio 2019

Cardiochirurgia in progresso: le nuove frontiere saranno intelligenza artificiale e mini invasività robotica

Un convegno sul tema si è svolto nell’ambito del “Salotto della Pro Loco”

Valverde. Continuo e appassionante è stato il progresso della Cardiologia nei secoli, ma la possibilità di intervenire sul cuore si è realizzata solo da poco più di cento anni. Ritenuto per millenni intoccabile, solo recentemente è stato possibile intervenire su di esso. I primi interventi sule ferite cardiache sono della fine dell’800.

Ma la vera Cardiochirurgia, quella a cuore aperto, vede la sua esplosione a partire dagli anni ’60, grazie ai progressi tecnologici ed alla realizzazione della “macchina cuore-polmoni”.

Da allora l’introduzione di numerose procedure: la correzione delle cardiopatie congenite, l’impianto delle prime protesi valvolari cardiache, i primi by-pass aorto-coronarici, i primi trapianti cardiaci, il cuore artificiale. Interventi che hanno suscitato interesse, sconcerto e clamore in tutto il mondo, sono oggi di routine.

Ma cosa ci riserva il futuro? Il futuro sarà certamente caratterizzato da mini-invasività, chirurgia trans-catetere, robotica, intelligenza artificiale.

Su questi argomenti si è svolta, nell’ambito del “Salotto della Pro Loco” (ideato da Angelo Strano), e col patrocinio del Comune il convegno “A cuore aperto: la Cardiochirurgia dalle origini all’intelligenza artificiale”.

Dopo i saluti del sindaco, Angelo Spina, hanno relazionato sull’argomento il dott. Leonardo Patané (senior consultant del dipartimento di Cardiochirurgia del Centro Cuore Morgagni) e il prof. Salvatore Castorina (fondatore della Morgagni).

Ma vediamo i vantaggi dell’approccio mininvasivo illustrati: si riduce il trauma chirurgico e il rischio di complicanze legate alla ferita; la permanenza in terapia intensiva è più breve; diminuiscono complessivamente i tempi totali di degenza; si riducono i costi complessivi per il SSN; si riduce il ricorso alle trasfusioni a causa del minor sanguinamento; si raggiunge un risultato estetico molto più accettabile, in quanto le cicatrici risultano poco visibili, contribuendo così a migliorare complessivamente la percezione della qualità della vita da parte del paziente (recupero psico-funzionale).

Inoltre si possono sottoporre al’intervento pazienti considerati prima ad alto rischio ed i pazienti più anziani, anche in presenza di altre patologie che precludono o sconsigliano l’approccio chirurgico tradizionale. La robotica è l’evoluzione estrema della mininvasività cardiaca.

Carmelo di Mauro

 


Fonte: Giornale la Sicilia, edizione del 14/07/2019

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