LE CHIESE DI VALVERDE

LE CHIESE DI VALVERDE

Valverde, nel corso dei secoli, nell’ambito della storia ecclesiastica locale e, in particolare, dell’ intero circondario delle Terre di Aci, ha avuto un’ importanza particolarmente ragguardevole. Insieme alla Basilica di S. Filippo di Carcina (antica denominazione dell’attuale abitato di Aci S. Filippo) fu per molti secoli la chiesa più importante dell’ Aci. Nel corso del  XVII, allorchè, vari Casali di Aci rivendicavano una loro importanza su altre Chiese viciniore, non ci stupisce che nelle note di uno storico – agiografo come Ottavio Gaetani , la Chiesa Sacramentale di S. Maria de Valle Viridi in Civitate Acis Superioris (Aci S. Antonio) sia appellata quale “CAPUT  OMNIUM  ACIS ECCLESIARUM” (Madre di tutte le Chiese di Aci), similmente all’appellativo, ancor oggi ben visibile sulla facciata della Basilica di S. Filippo d’ Agira in Aci S. Filippo di “MATER ET CAPUT  TOTIUS ACIS”, ovvero “Madre e origine di tutto l’ Aci”. In ogni caso, al di là di ogni campanilismo, resta certo che, almeno per tutto il XVI secolo le uniche due Chiese Sacramentali presenti nel territorio acese erano solo due:  Santa Maria de Valle VIridi, la quale provvedeva alle necessità dei centri acesi posti in collina (Aci Bonaccorsi, Aci S. Antonio, Ficarazzi, etc.) e S. Filippo di Carcina (Aci S. Filippo) che risulta anteriore alle chiese di Acireale, Catena e Trezza da Essa dipendenti. 
Se le vicende storico – amministrative, in seguito, portarono Valverde ad essere un quartiere, sebbene il principale dell’ antico abitato di  Aci S. Antonio e la Chiesa Madre fosse naturalmente quella dell’ antico Casalotto dedicata a S. Antonio Abate,  il Santuario della Madonna di Valverde non perse mai il Suo ruolo di centro di grande spiritualità mariana e meta di tanti pellegrini da ogni parte. Nel “Dizionario illustrato dei Comuni Siciliani”, opera di Francesco Nicotra del primo decennio del ‘900, alla voce ACI S. ANTONIO, infatti, oltre la Chiesa Matrice “S. Antonio Abate” ampia descrizione e importanza è data solo al millenario e famoso  Santuario della Madonna di Valverde.

SANTUARIO “MARIA SS. DI VALVERDE”:

Prospetto esterno del Santuario della Madonna di Valverde e del Convento dei Padri Agostiani Scalzi
Le origini del Santuario della Madonna di Valverde sono millenarie e, come talora accade in casi simili, storia e leggenda si fondono in modo inestricabile. Secondo la tradizione e l’ agiografia popolare, il celeberrimo Santuario Mariano sorse in seguito alle prodigiose Apparizioni della Madre di Dio; due, in particolare, sono degne di attenzione: nel 1040 un devoto viandante di nome Egidio, percorrendo l’ impervia strada che da Catania conduceva ad Aci, incappò, nell’ attuale sito denominato CONTRADA FONTANA, in un brigante di nome Dionisio che, mentre stava per stendere la propria mano sull’ indifeso Egidio, vede una luce folgorante che circondava il volto della Madonna,  la quale per ben tre volte chiedeva al brigante di “deporre quell’arma e cambiare vita”. Da qui, prende le mosse la storia del Santuario: Dionisio, su indicazione della stessa Vergine Maria, data notizia dell’accaduto al Clero di Aci che si diresse “ad virentem vallem”, dice ai Sacerdoti che la Madonna vuole che si costruisca un Tempio in Suo onore. Il segno del luogo esatto presso il quale doveva essere innalzata la “Casa di Maria” sarebbe stato indicato dalla Madonna stessa tramite un segno e, infatti, nel cielo sopra l’attuale Santuario della Madonna, si formò miracola semente uno stormo di gru indicante in nome di Maria. In questo sito, cominciarono i lavori per la costruzione della Chiesa Mariana, resa peraltro possibile da un altro segno: una sorgente sgorgò nel luogo della Apparizione (oggi “Contrada Fontana”). Ma gli interventi della Madonna non erano finiti: a costruzione ormai ultimata, precisamente nella notte fra il sabato e l’ultima domenica di agosto, mentre Dionisio, ormai convertito, era assorto in preghiera ecco che la Vergine Maria gli appare nuovamente ma con un segno ancor più bello: l’ immagine della Madre di Dio rimase impresse sul pilastro in cui ancora oggi viene venerata e dove fu innalzato l’ “Altare Privilegiatum”.

Interno del Santuario della Madonna di Valverde: in fondo l’ Altare Maggiore, sulla sinistra l’ Altare con l’immagine della Madonna e, di fronte, il Monumento del Principe Luigi Riggio
Il Santuario della Madonna di Valverde non ha una data di erezione canonica a Santuario perché è considerato tra i Santuari “celebri per antichità”. Il Suo aspetto, tanto all’esterno quanto all’interno, ha subìto modifiche nel corso dei secoli, in modo particolare dopo il Terremoto del 1693. L’ esterno, atipico nell’architettura religiosa della zona, all’ impianto della Chiesa (la torre campanaria con il basamento e le paraste in pietra lavica, risale al 1500) vede sovrapposta la struttura del Convento dei Padri Agostiniani Scalzi che, per volontà dei Principi dell’ Aci Superiore, i Riggio di Campofiorito, vollero la presenza dell’ Ordine ispirato alla spiritualità di S. Agostino. Gli Agostiniani Scalzi giunsero a Valverde nel 1694 ( a ricordo, fu eretta la stele con la Croce ancora oggi visibile all’ingresso della Piazza del Santuario) e la costruzione del Convento, pertanto, prese avvio nel 1700 circa, venendo a costituire alla fine, un unico complesso architettonico con il Santuario della Madonna di Valverde.
Sempre all’esterno del Santuario Mariano, merita di essere attenzionato il portale principale in forme tardo medievali (ricostruito anch’ esso dopo il terremoto del 1693) e in pietra bianca di Siracusa (nei paesi etnei delle Aci, è frequente, oltre l’utilizzo, normale, della pietra vulcanica, della pietra bianca).
L’ interno del Santuario è stato soggetto, nel corso dei vari secoli, a varie modifiche. Si presenta ad  un ‘unica ampia navata con volta a botte e una piccola navata “irregolare” laterale: l’ Altare Maggiore, in fondo alla Chiesa, non presenta l’originaria abside semicircolare perché in seguito al terremoto del 1693, si preferì concludere la parete in modo retto. Al centro della Chiesa, l’ Altare Privilegiatum in marmi policromi con l’ immagine “divinitus picta” o “acheropita” (ovvero non dipinta da mani d’ uomo) della Madonna di Valverde. Quasi di fronte al ricco e tanto amato Altare della Madonna, troviamo il Mausoleo funebre, in marmo e con putti, del Principe Luigi Riggio e della consorte, Caterina Gravina.

“Altare Privilegiatum” della Madonna di Valverde con l’immagine “divinitus picta” o “acheropita”
All’ interno del Santuario, il cui stile è complessivamente tardo barocco ed elegante, si caratterizza la bella porta in legno decorato della Sacrestia, risalente al ‘700 e tipica del territorio acese (vd. Eremo di S. Anna, Chiesa di S. Michele ad Aci S. Antonio, varie Chiese di Acireale, ecc.). Gli altari laterali sono tutti in marmi policromi e sono sormontati da pale d’altare di buona fattura: in particolare, segnaliamo la tela contigua al Monumento del Principe Luigi Riggio, raffigurante la Sacra Famiglia e, insieme, S. Anna e S. Venera (quest’ ultima, secondo la tradizione agiografica popolare era nativa della Terra di Aci; inoltre, S. Venera è la Patrona della Diocesi di Acireale). Questa tela, sebbene non attribuibile con certezza, sembra appartenere al pennello di Alessandro Vasta, figlio del noto pittore acese Pietro Paolo Vasta.

Olio su tela, “Sacra Famiglia con S. Anna e S. Venera” (XVIII secolo)